Lettera a Sanguisughe.com

Salve Sig. Giordano,
le scrivo per farle evidenziare un chiaro conflitto di costituzionalità su quanto percepito dai nostri cari politici.
Punto 1: i parlamentari hanno una legge che indica nel 16% forfettario le loro imposte. (http://www.senato.it/istituzione/109754/109755/genpagina.htm) Articolo 5 L’indennità mensile prevista dall’art. 1 della presente legge, limitatamente ai quattro decimi del suo ammontare e detratti i contributi per la Cassa di previdenza dei parlamentari della Repubblica, è soggetta ad una imposta unica, sostitutiva di quelle di ricchezza mobile, complementare e relative addizionali, con aliquota globale pari al 16 per cento alla cui riscossione si provvede mediante ritenuta diretta.
L’indennità mensile è altresì assoggettata, nei limiti e con le detrazioni di cui al comma precedente, ad una imposta sostitutiva dell’imposta di famiglia per la quota di reddito imponibile corrispondente al suo ammontare netto, alla cui riscossione si provvede mediante ritenuta diretta, con aliquota forfettaria pari all’8 per cento; l’importo corrispondente è devoluto ai Comuni presso i quali ciascun membro del Parlamento ha la residenza. L’indennità mensile e la diaria per il rimborso delle spese di soggiorno prevista dall’art. 2 sono esenti da ogni tributo e non possono comunque essere computate agli effetti dell’accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell’aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuti sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto. L’indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate.
Articolo 6 Il trattamento tributario previsto dall’art. 5 della presente legge si applica, per quanto compatibile, alle indennità ed agli assegni spettanti ai consiglieri delle Regioni a statuto speciale.
Punto 2: art. 53 della Costituzione dice che TUTTI sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività. La costituzione dice TUTTI.
Punto 3: sempre la costituzione dice Art. 3. TUTTI i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Punto 4: come si spiega la normale legge sulle imposte che impone ai cittadini aliquote IRPEF ben superiori a quella dei parlamentari?

A me sembra che ci sia da fare una battaglia anche su questo punto, dobbiamo TUTTI pagare le tasse, ma anche TUTTI alle stesse condizioni.

cosa ne pensa?

Possibile che nessuno abbia capito il comma 29?

Nessuno si è accorto della manipolazione effettuata da Wikipedia per farvi credere una cosa per un’altra? Vi riporto il testo della legge pubblicato da Wikipedia:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»

Vi riporto ora il testo della legge dallo stesso link di Wikipedia:

« Per le trasmissioni radiofoniche o televisive, le dichiarazioni o le rettifiche
sono effettuate ai sensi dell’articolo 32 del
testo unico della radiotelevisione, di cui al
decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177.
Per i siti informatici, le dichiarazioni o le
rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse
caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità
della notizia cui si riferiscono »;

Manca il primo pezzo, il riferimento alla normativa sulle telecomunicazioni. Vediamo cosa dice l’art. 32 citato dal progetto di legge:

Art. 32 (Telegiornali e giornali radio. Rettifica)

1. Ai telegiornali e ai giornali radio si applicano le norme sulla registrazione dei giornali e periodici, contenute negli articoli 5 e 6 della legge 8 febbraio 1948, n. 47 e successive modificazioni; i direttori dei telegiornali e dei giornali radio sono, a questo fine, considerati direttori responsabili.

2. Chiunque si ritenga leso nei suoi interessi morali o materiali da trasmissioni contrarie a verità ha diritto di chiedere all’emittente, al fornitore di contenuti privato o alla concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo ovvero alle persone da loro delegate al controllo della trasmissione che sia trasmessa apposita rettifica, purché questa ultima non abbia contenuto che possa dar luogo a responsabilità penali.

3. La rettifica è effettuata entro quarantotto ore dalla data di ricezione della relativa richiesta, in fascia oraria e con il rilievo corrispondenti a quelli della trasmissione che ha dato origine alla lesione degli interessi. Trascorso detto termine senza che la rettifica sia stata effettuata, l’interessato può trasmettere la richiesta all’Autorità, che provvede ai sensi del comma 4.

4. Fatta salva la competenza dell’autorità giudiziaria ordinaria a tutela dei diritti soggettivi, nel caso in cui l’emittente, il fornitore di contenuti o la concessionaria del servizio pubblico generale radiotelevisivo ritengano che non ricorrono le condizioni per la trasmissione della rettifica, sottopongono entro il giorno successivo alla richiesta la questione all’Autorità, che si pronuncia nel termine di cinque giorni. Se l’Autorità ritiene fondata la richiesta di rettifica, quest’ultima, preceduta dall’indicazione della pronuncia dell’Autorità stessa, deve essere trasmessa entro le ventiquattro ore successive alla pronuncia medesima.

Come vedete non è vero niente che i siti hanno l’OBBLIGO di pubblicare la rettifica. NON è vero che non c’è nessuno che decide sulla veridicità delle affermazioni, c’è è l’Autorità Garante delle Comunicazioni.
Quindi è stato creato ad arte un problema che non c’è. 
Bella informazione davvero quella di Wikipedia, almeno in questo caso.

Wikipedia…

Che tristezza, vedere il modo in cui Wikipedia ha sponsorizzato l’opposizione a un progetto di legge molto sensato, che impone a chi pubblica qualcosa su internet di verificare se quello che pubblica è un reato. Trovo veramente aberrante il clamore suscitato. La legge in questione non imponeva nessun obbligo di pubblicare rettifiche o togliere il contenuto, ma sanciva il DIRITTO di chi riteneva fossero lesi i propri diritti di chiedere una rettifica alle cose pubblicate. Spettava poi, eventualmente, al gestore del sito verificare se le richieste fossero accettabili o meno, restando comunque la possibilità per chi si ritenesse danneggiato di adire i tribunali. 

Quanta ignoranza in giro…

Notizia eccezionale!!!!

Berlusconi è stato rinviato a giudizio!!! Per la pubblicazione delle intercettazioni di Fassino con Consorte. 

Dove sta la notizia eccezionale direte voi, ebbene, in realtà ha il suo elemento di eccezionalità: hanno finalmente scoperto uno che rivela i segreti istruttori!!! Negli ultimi anni, con i milioni di casi di intercettazione e relativa pubblicazione sui giornali, finalmente una procura è riuscita a individuare una talpa.

La cosa che avvilisce in quella che dovrebbe essere una buona notizia, è che a rimetterci sia la persona probabilmente più intercettata (e quindi danneggiata dal momento che poi le intercettazioni diventano pubbliche) di tutta Europa. 

Non mi sembra che la magistratura stia facendo un buon servizio a sé stessa con questa vicenda. Non riesco a convincermi che in tutti i casi in cui sono state rese note le telefonate del premier non si sia potuto individuare chi abbia passato i nastri ai giornalisti. 

Questo, però, avvalora la tesi di Berlusconi di una magistratura che indaga volutamente contro di lui. 

Vorrei che qualche magistrato spiegasse in modo concreto come sono riusciti a trovare la talpa in questo caso e perchè non sono riusciti in tutti gli altri.

(Fonte: ilgiornale.alice.cdn.interbusiness.it)

Ecco chi rompe….

Ciao, 

eccomi qui, a commentare e soprattutto a cercare di far aprire gli occhi alla gente, smascherando le notizie nascoste, false, incomplete o altro.

Ciao